Digital strategy

La digital strategy a supporto degli eventi: il caso Whats Next Talk

whats next talk la digital strategy per gli eventi

Un tempo si pensava che costruire una strategia digitale significasse fare comunicazione o lavorare in IT.

Oggi, con i 28 milioni di utenti attivi ogni giorni sui social media solo in Italia non possiamo più permetterci di utilizzare alcuni canali solo perchè ci hanno detto che dovremmo aprire un profilo Instagram o una pagina Facebook per allargare la nostra base utenti.

Digital strategy alessia camera

Lavorare sulla strategia digitale non significa infatti caricare un po’ di contenuti sui social media, ottenere qualche like e vedere se qualcuno si registra al sito. Sono sempre più convinta che creare una strategia digitale oggi sia uguale a iniziare un processo di crescita sul mercato.
Sarà perchè lavoro con le startup, organizzazioni che nella maggior parte dei casi non hanno dati storici di riferimento, che mi ha aiutato a sviluppare questo approccio, per il quale considero la digital strategy sempre più come un processo di creazione di un business.

La digital strategy: cos’è?

Il processo strategico è alla base della creazione di una digital strategy, come si può intuire.
Si tratta di mettere assieme una serie di idee tangibili, misurabili e concrete, che diano degli effetti diretti sul fatturato o sulle vendite, a seconda degli obiettivi che ci poniamo e delle risorse che abbiamo a disposizione.
Si tratta di definire le tattiche più indicate per quel progetto, scegliendo i contenuti e valutandone e misurandone l’effiaccia sui canali, maneggiando dati e risultati.
Per sviluppare una digital strategy efficace è necessario essere continuamente aggiornati, conoscere alla perfezione i canali online e riuscire a definire il proprio pubblico di riferimento.

Il mondo digitale è ormai così parte del mondo offline che non c’è quasi più necessità di differenziare la digital strategy da quella di business, portandoci a costruire la stessa strategia di business in modo diverso. Ecco perchè quando ormai parlo di digital strategy, la penso più come un processo di crescita di un business piuttosto che una semplice articolazione della strategia di business nel mondo online. 

You don't need a digital strategy,but a digital strategy in the digital age

La digital strategy per gli eventi: il caso Whats Next Talk

Whats Next Talk è stata una conferenza tipo TED dedicata a presentare e condividere le esperienze nel mondo STEM di 8 donne, che ha avuto luogo il 10 marzo a Dueville, un paese in provincia di Vicenza.
Sono stata invitata come speaker e sono stata coinvolta come co-organizzatrice, mi sono quindi occupata di tutte le attività di strategia digitale.
La prima mail di organizzazione è stata mandata il 13 gennaio 2017: era chiaro fin da subito che avremmo dovuto utilizzare strumenti digitali.
La digital strategy per gli eventi è uno strumento molto potente per riuscire a trovare gli utenti di riferimento, creare interesse e coinvolgere l’audience prima e dopo l’evento. 

L’obiettivo era semplice ma allo stesso tempo ambizioso: portare 200 persone al Teatro Busnelli a Dueville (VI) per la conferenza.

Come? Abbiamo creato un team che lavorando in remoto si è occupato della pianificazione ed execution della strategia digitale.
Un altro mini-team ha invece lavorato sulla comunicazione offline, la logistica, gli speaker e gli sponsor.

La digital strategy di Whats Next Talk

digital strategy per gli eventi - Case study WhatsNextLavorare a una strategia significa pianificazione ed execution. A livello di pianificazione si considerano obiettivi, target e canali e si organizzano poi attraverso piani d’azione e calendari editoriali specifici per il mondo online.
Considerando le risorse limitate ci siamo concentrati sulle seguenti tattiche:

  • Bloggers;
  • Media partners;
  • Social Media;
  • Paid Social;
  • Digital PR.  

Abbiamo definito sotto-obiettivi per ogni singola tattica, anche perchè non avevamo competitor dai quali analizzare la situazione. Inoltre, alcune di queste decisioni sono stati in realtà puri esperimenti perchè, per esempio non sapevamo quanti blogger in Veneto sarebbero stati interessati a condividere il nostro evento.
Anche per i social media abbiamo dovuto fare alcune scelte, decidendo per esempio di non utilizzare Twitter per due motivi: la mancanza di tempo nel costruire il canale e la minor penetrazione nel nostro pubblico target.

Gli obiettivi sono stati anche sviluppato attraverso tattiche offline considerando stampa, radio e partnership che ci hanno supportato nell’evento. Dall’execution della strategia offline non abbiamo tuttavia ottenuto riscontri specifici o picchi di traffico in abbinamento agli articoli dei giornali usciti.
La strategia offline è stata interessate per costruirci reputazione e per convincere il nostro pubblico target della qualità del nostro evento. 

I risultati

Whatsnext-alessia camera - speakerLa combinazione di contenuti organici particolari come link, foto, meme e i video di presentazione delle speaker con campagne social a pagamento su un pubblico altamente targetizzato hanno permesso di raggiungere risultati interessanti: 30.000 visualizzazioni dei video nelle 4 settimane antecedenti l’evento e un alto engagement nella pagina.
Anche Instagram si è qualificato come un social che per il nostro target ha prodotto un alto engagement e circa 600 click al “link in bio”.

Grazie al tracking di Eventbrite abbiamo potuto analizzare le vendite dei biglietti nelle settimane che precedevano l’evento: 249 biglietti sono stati venduti nei 30 giorni precedenti, più di 200 persone hanno partecipato alla prima edizione della conferenza.

Diciamo che come prima edizione a Vicenza possiamo ritenerci soddisfatti.
Un ringraziamento particolare al fantastico team che con entusiasmo e tanta dedizione ha lavorato in remoto e ha fatto sì che tutto questo accadesse.

Qui di seguito trovate il caso studio completo. Enjoy!

 

2 Comments

  • Reply
    Intervista al papà del growth hacking, Sean Ellis – Alessia Camera
    May 10, 2017 at 9:10 am

    […] Le strategie di PR sono sicuramente una parte del growth hacking. L’unico lato negativo è che credo sia difficile trovare modi continuativi per ottenere copertura mediatica. Quello che tante aziende non capiscono in merito al PR è di costruire un processo di sperimentazione e di apprendimento attorno a questo. Si siedono, aspettano che arrivi traffico ma non si tratta di strategie sulle quali fare affidamento. Se invece si è in grado di costruire un processo, allora si può ottenere un ottimo ROI, come mi è successo quando lavoravo per LogMeIn. Da allora, sono state molte le aziende a replicare la mia strategia, tuttavia in molti non ne hanno capito l’obiettivo. […]

  • Reply
    Perchè le donne non sono incluse tra le eccellenze italiane? Ah sì, solo una. – Alessia Camera
    August 30, 2017 at 10:32 am

    […] una carriera ed avere opportunità nella Scienza, Ingegneria, Tecnologia e Matematica. Dopo una prima edizione che ha portato ottimi risultati, prima di lavorare alla seconda, abbiamo pensato di rispondere con un’iniziativa forte a […]

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