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Viral Marketing: il mio nuovo libro sul passaparola, startup e Viral Growth
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Viral Marketing: il mio nuovo libro sul passaparola, startup e Viral Growth

Viral Marketing il libro italiano sul passaparola, startup e viral growth

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Michele Pagani, co-autore di Viral Marketing

Oggi è un’altra giornata di quelle che non ci si scorda facilmente perché oggi esce il mio secondo libro “Viral Marketing, Oltre il passaparola: come rendere memorabili brand e startup ”.
Dopo due anni di continue emozioni e soddisfazioni, di vostri feedback su Startup Marketing in tutti i canali che mi hanno riempito d’orgoglio non potevo di certo fermarmi qui, anche perché l’ecosistema startup in Italia nel frattempo è cresciuto e spero che un po’ sia anche merito del mio best seller, almeno da quello che mi dicono (contiamo più di 5,000 copie vendute!)

Ed ecco che arriva la nuova idea: scrivere un nuovo libro con Michele Pagani, un bravissimo digital strategist incontrato a Londra quando stavo concludendo Startup Marketing e amico con il quale in questi anni ho condiviso pensieri, serate e risate per approfondire un altro tema, che avevo toccato superficialmente per necessità.
Abbiamo inserito il frutto delle nostre chiacchierate in remoto, tra Brescia e Londra in questo nuovo lavoro che è partito da alcune domande che entrambi, in situazioni e contesti diversi ci eravamo posti e per le quali cercavamo delle risposte.

 

Cosa significa “passaparola virale”?
È davvero essenziale creare un video con l’obiettivo di renderlo virale?
E in quest’ultimo caso, è davvero così importante per una startup creare un video con l’idea che questo possa andare virale ai fini della crescita?

Cosa significa marketing virale?

alessia camera valentina sorgato smau berlin

Viral Marketing presentato in anteprima internazionale a Smau Berlin 2019. Alessia Camera con Valentina Sorgato, l’amministratore delegato di SMAU.

“Virale” è una parola che entra spesso nelle nostre vite. La vediamo scritta sui titoli dei giornali, la leggiamo nei libri e la troviamo al centro di conversazioni con l’idea che si tratti di un fenomeno che permette la diffusione spontanea di un qualsiasi contenuto. Usiamo la parola virale per dire ai nostri amici che siamo cool, per farci vedere che anche noi siamo sul pezzo e per convincerci che sia effettivamente una conseguenza di un ottimo lavoro di comunicazione. 

Se poi zoomiamo un po’ e ci focalizziamo sull’ecosistema delle startup, allora lì ancora di più siamo alla ricerca della propagazione virale. Siamo così ossessionati da questa ricerca, con lo sguardo continuamente rivolto ai risultati per sbloccare la formula del marketing virale, che spesso non ci domandiamo se ci siano degli elementi che fanno i

n modo che ciò possa avvenire. 

Il passaparola d’altra parte, è la forma di marketing più antica di promozione che dipende dal nostro essere umani, dalla nostra capacità di essere animali sociali e di poter condividere e scambiarci idee e opinioni. Una forma di marketing che da sempre le startup e i brand hanno cercato di controllare, prima offline con quello che veniva chiamato “marketing non convenzionale” o “guerrilla marketing” e che poi, con il digitale e i social media si è ulteriormente evoluto. Sono i media stessi che hanno creato ulteriori opportunità in questo ambito grazie alla capacità immediata di diffusione e  di amplificazione di qualsiasi opinione su canali più o meno specializzati che ne permettono lo scambio.

Ecco quindi che c’è necessità di fare chiarezza, perché se è vero che tutti possiamo tranquillamente capire che marketing virale significa creare fenomeni di condivisione affinché la conoscenza si propaghi sulla massa in un battibaleno, il rischio è quello di perdere la visione complessiva di un fenomeno che può fare davvero la differenza, soprattutto se sei una startup early stage.

Viral Marketing, Passaparola, Startup: tre elementi interconnessi

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“Viral Marketing” parte analizzando il comportamento della società di oggi e mette in discussione tutte quelle idee per cui pensiamo bastino un video, un’immagine animata o un sito internet originale e creativo perché tutti ne parlino. Lo scriviamo già nell’introduzione, nulla di tutto ciò. Zero formule. Zero trucchi. Zero bullshit. Forse il virale non esiste nemmeno in questo caso. Ma se mi conoscete e avete letto Startup marketing, ormai dovreste avere capito che non è la prima volta che lo dico, anzi che uscire da queste miopie è necessario per imparare a capire cosa significa davvero crescita virale per una startup!

Analizzando noi consumatori, i brand e i contenuti postati online per cercare di capire cosa significa nel concreto l’ottica di marketing virale passiamo poi a definire il brand e prodotto digitale come assi portanti per lo sviluppo di una strategia di marketing virale. La convinzione che io e Michele dimostriamo con riferimenti ed esempi è che il virale possa essere in qualche modo ingegnerizzato, partendo da una community fidelizzata, creando un brand attorno a valori ed emozioni, costruendo un’esperienza digitale personalizzata con interfacce, strategie e metriche per capire l’utente nello specifico, soprattutto per quanto riguarda bisogni, pulsioni e comportamenti.

Non ci sono metodi univoci ma approcci integrati che combinati ci permettono di costruire esperienze memorabili. Non sapremo mai con certezza se effettivamente avremo trovato l’effetto virale e per quanto tempo potremo utilizzarlo. Ma quello che sappiamo è che “il basta che se ne parli” non è sufficiente per sbloccare il marketing virale o la crescita virale in una startup, perché il passaparola non dipende solo dai social media, dai contenuti e dai budget investiti in campagne di marketing o lanci di nuove app.
Non basterà nemmeno il consenso 
ricevuto dal vostro pubblicitario di fiducia che in un brief inserisce il “video virale” perché il virale resta un’eventuale conseguenza di un progetto ben più ampio, come una ciliegina perfetta su una torta curata nei dettagli.

Ed ecco che arriva anche quello, il punto di vista di chi nella pubblicità ci lavora da moltissimo tempo e che rappresenta l’asse portante della pubblicità in Italia. Io e Michele siamo infatti felicissimi e onorati di aver potuto includere anche il punto di vista di Paolo Iabichino con una prefazione sul tema virale tratta dal libro “Scripta Volant”, maestro indiscusso di chi fa marketing in Italia, ex direttore creativo dell’agenzia creativa Ogilvy che personalmente ho sempre considerato come punto di riferimento per la mia carriera ancora quando non pensavo a Internet e al digitale (Invertising è un libro che ho consumato e comprato più volte). 

Bene, è tutto.
Vi ringrazio ancora una volta perché questo secondo libro nasce davvero grazie ai vostri feedback, siete uno stimolo continuo che sicuramente non credo finirà qui.

Da oggi, 28 giugno 2019 sul sito di Hoepli, in tutte le librerie d’Italia e su Amazon, a questo link.

viral marketing alessia camera michele pagani

Spero che Viral Marketing vi piacerà e che vi aiuti a capire un altro pezzetto del vostro lavoro se siete dei professionisti di marketing.
Se invece siete una startup e state cercando di capire qual è la cosa più importante sulla quale focalizzarsi sono sicura che completerà il punto di vista sulle strategie di growth hacking che ho presentato in Startup Marketing, arricchendovi un altro po’ di più, tramite i casi studio e gli esempi pratici di imprenditori italiani e internazionali.

Fatemi sapere cosa ne pensate, io sono emozionata come se fosse la prima volta.
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Lasciatemi i vostri feedback su Amazon, sono un boost d’energia pazzesco.

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